Il dolore e i traumi sportivi minori

Durante la pratica di attività sportive possono verificarsi eventi traumatici, il più delle volte fortunatamente lievi, le cui implicazioni sono legate a tre elementi: l'entità e la direzione della sollecitazione meccanica a cui sono state o vengono continuamente sottoposte le strutture articolari, legamentose e muscolari il livello di preparazione atletica le caratteristiche e la dinamica dell'impatto

Ogni trauma è sempre l'effetto di uno squilibrio tra una forza esterna e la resistenza dei tessuti: nello sport, in particolare, il più delle volte è in gioco un carico sproporzionato, ma in alcuni casi possono intervenire anche condizioni anatomiche o predisposizioni individuali, come per esempio piede piatto, equino, varo (piede piegato verso l'interno) , ginocchio valgo o varo(ginocchio che tende verso l'interno) oppure lassità dei legamenti. Il sovrappeso può essere considerato un ulteriore fattore favorente i traumi. Gli aspetti importanti da considerare sono la sede e l'estensione del trauma, incluse le strutture interessate (ossa, cartilagini articolari, muscoli, tendini e/o legamenti) e il decorso dei sintomi.

Distorsioni
La distorsione è un'evenienza frequente. Tipicamente colpisce la caviglia oppure il polso, ma può riguardare anche gomito, spalla, ginocchio e altre articolazioni. Il dolore può essere descritto come molto forte o insopportabile. Se la distorsione è stata accompagnata anche da una sublussazione, cioè da una perdita temporanea dei rapporti articolari, il dolore è di solito avvertito anche a riposo e acquista un carattere gravativo e diffuso.
  Tendiniti
La tendinite è l'infiammazione di un tendine e della sua guaina che, essendo rigida, risente dell'accumulo di liquido infiammatorio, responsabile di compressione e quindi di dolore, acuito dal movimento. La tendinite acuta riguarda sia lo sportivo professionista sia quello amatoriale, il più delle volte quando non è stato osservato un adeguato programma di allenamento. Anche la tendinite cronica, favorita dalla persistenza di malposizioni abituali, attività professionali (il lavoro al videoterminale, per esempio, può causare una tendinite al polso), alterazioni preesistenti (per esempio della cuffia dei rotatori della spalla) o dalle stesse pratiche sportive (epicondilite, detta anche gomito del tennista, pubalgia nel calciatore e così via), può essere riacutizzata da un trauma sportivo.

Contusioni
La contusione è la conseguenza di un urto che, pur talvolta risparmiando la superficie cutanea, determina uno stravaso di sangue, visibile se superficiale, noto come ematoma, che può estendersi in profondità. La precocità dell'intervento è determinante: la borsa del ghiaccio è il primo rimedio d'urgenza, a cui può fare seguito un bendaggio costrittivo con eventuale steccatura dell'articolazione interessata. Il riposo o, a seconda dei casi, la mobilizzazione passiva e, ove indicato, l'impiego di tutori per ridurre il carico sono altri caposaldi del trattamento di supporto, complementare ai farmaci, quali paracetamolo e ibuprofene.

Crampi e stiramenti muscolari
Crampi e stiramenti possono essere considerati due facce della stessa medaglia: nel primo caso è il muscolo a irrigidirsi in uno spasmo involontario, scatenato per lo più dal freddo, dall'affaticamento, che comporta un accumulo di acido lattico, o da un deficit temporaneo di sali minerali quali magnesio e/o potassio, favorito dalla sudorazione o, negli ipertesi, dall'assunzione di diuretici. Lo stiramento è invece un allungamento sovramassimale, in genere passivo, di un muscolo o di una sua parte. Entrambe le situazioni sono accomunate da un dolore, assimilato a una morsa, che permane per qualche giorno ed è causato dalla contrattura residua nell'area infiammata. La prevenzione più efficace si basa su un programma di allenamento e sull'impiego di integratori, per assicurare l'apporto di elettroliti.

  Suggerimenti pratici
L'area colpita dal trauma deve essere osservata alla luce naturale, in modo da apprezzare la presenza di irregolarità, modificazioni del colorito cutaneo o stravasi di sangue. Verificare la mobilità attiva, compiendo un movimento il più ampio possibile, e passiva, prestando attenzione alla segnalazione di dolore, che può essere evocato anche dalla sola palpazione. Alcuni elementi richiedono particolare attenzione, in quanto potenziale espressione di un danno più grave dell'atteso oppure di rischi o complicanze:

  • riduzione della mobilità passiva di un'articolazione o viceversa eccessiva escursione articolare;
  • riscontro di stravaso ematico in corrispondenza di un trauma articolare (possibile indizio di frattura);
  • comparsa di formicolìi (parestesie) o di perdita della sensibilità a valle del trauma;
  • calo rilevante della forza muscolare nel distretto interessato;
  • assenza completa di sollievo con il riposo e pressoché totale inefficacia dei farmaci;
  • continuo peggioramento a distanza di 2-3 ore dal trauma (per esempio del gonfiore);
  • persistenza di un atteggiamento antalgico;
  • segnalazione di dolore riflesso a riposo o in caso di mobilizzazione attiva o passiva;
  • rilievo di abrasioni, escoriazioni o lesioni cutanee;
  • preesistenza di malattie o disturbi importanti, quali diabete, artrosi, cefalea, osteoporosi, anomalie osteo-scheletriche;
  • assenza di copertura contro il tetano (richiamo effettuato da oltre 10 anni) in caso di ferite.

  L'approccio
La cura di un trauma da sport, grande o piccolo che sia, può essere sintetizzata nell'acronimo RICE (rest, ice, compression, elevation): riposo, che deve essere possibilmente immediato, ghiaccio, per indurre vasocostrizione e limitare così il gonfiore e un'eventuale emorragia, la compressione e l'elevazione per ridurre l'edema. L'approccio è essenzialmente sintomatico: l'assunzione e/o l'applicazione locale di antinfiammatori è mirata al controllo del dolore e dell'edema, mentre un bendaggio accurato dell'articolazione o del distretto muscolo-tendineo interessato assicura compressione, stabilizzazione e sostegno. Particolare attenzione deve essere prestata alla cura di eventuali ferite, una cui detersione insufficiente può favorire l'impianto di infezioni secondarie, e al ripristino dell'attività motoria, che deve avvenire con gradualità e dopo un adeguato periodo di riposo